Diritto Digitale25 luglio 2026

Segreti Commerciali in Italia: Decreto 63/2018, Tutela del Know-How e Applicazioni Pratiche nel 2026

La protezione dei segreti commerciali rappresenta uno degli strumenti di tutela della proprietà intellettuale più rilevanti per le imprese italiane, eppure rimane tra i meno conosciuti e sistematicamente applicati. A differenza del brevetto, che richiede divulgazione pubblica e ha durata limitata, i

Segreti Commerciali in Italia: Decreto 63/2018, Tutela del Know-How e Applicazioni Pratiche nel 2026

Segreti Commerciali in Italia: Decreto 63/2018, Tutela del Know-How e Applicazioni Pratiche nel 2026

La protezione dei segreti commerciali rappresenta uno degli strumenti di tutela della proprietà intellettuale più rilevanti per le imprese italiane, eppure rimane tra i meno conosciuti e sistematicamente applicati. A differenza del brevetto, che richiede divulgazione pubblica e ha durata limitata, il segreto commerciale può proteggere informazioni riservate per un tempo potenzialmente illimitato, a condizione che vengano adottate misure adeguate per mantenerle segrete.

Il recepimento della Direttiva UE 2016/943 mediante il Decreto Legislativo 11 maggio 2018, n. 63 ha profondamente rinnovato il quadro normativo italiano in materia, introducendo definizioni precise, criteri uniformi e rimedi giudiziali potenziati. Nel 2026, con la crescente digitalizzazione dei processi produttivi e la pervasività dell'intelligenza artificiale, la tutela dei segreti aziendali riveste un'importanza strategica che non può essere sottovalutata.

Il Quadro Normativo Prima e Dopo il Decreto 63/2018

Prima dell'entrata in vigore del Decreto 63/2018, la protezione delle informazioni riservate in Italia si fondava essenzialmente su due pilastri: l'articolo 98 del Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005) e le norme sulla concorrenza sleale contenute nell'articolo 2598 del Codice Civile. Questo sistema era efficace ma lacunoso, con definizioni non sempre coerenti con quelle adottate dagli altri ordinamenti europei.

Il Decreto 63/2018 ha riformulato gli articoli 98, 99 e 100 del Codice della Proprietà Industriale, allineandoli agli standard europei e introducendo una disciplina organica che comprende la definizione di segreto commerciale, i criteri per la sua identificazione, le condotte illecite e i rimedi esperibili.

La riforma ha avuto un impatto significativo sotto tre profili principali:

  • Definizione più ampia e strutturata delle informazioni protette
  • Rafforzamento dei rimedi inibitori e risarcitori
  • Introduzione di misure processuali specifiche per la tutela della riservatezza in giudizio

Cosa Si Intende per Segreto Commerciale: I Tre Requisiti

Secondo l'articolo 98 del Codice della Proprietà Industriale, come riformulato dal Decreto 63/2018, un'informazione costituisce segreto commerciale tutelato quando ricorrono simultaneamente tre condizioni.

1. La Segretezza

L'informazione non deve essere generalmente nota o facilmente accessibile agli operatori del settore. La valutazione della segretezza si compie con riferimento all'ambiente professionale di riferimento: un'informazione è considerata segreta se non rientra nel patrimonio comune di conoscenze degli esperti del settore specifico.

La giurisprudenza italiana ha chiarito che la segretezza non richiede una protezione assoluta e impermeabile: è sufficiente che l'informazione non sia liberamente accessibile attraverso normali canali di ricerca o attività di reverse engineering lecita.

2. Il Valore Commerciale Derivante dalla Segretezza

L'informazione deve avere valore economico proprio in ragione del fatto che è segreta. Questo requisito esclude dalla protezione le informazioni che, pur non essendo di pubblico dominio, non conferiscono alcun vantaggio competitivo al loro detentore.

Il valore commerciale può essere sia attuale che potenziale. Rientrano in questa categoria i dati sui clienti, le liste dei fornitori con condizioni negoziate, le formule produttive, i processi industriali ottimizzati, i piani di marketing, i modelli di pricing e qualunque altra informazione che, se nota ai concorrenti, ridurrebbe il vantaggio competitivo del titolare.

3. Le Misure di Protezione Adeguate

Il titolare deve aver adottato misure ragionevolmente adeguate a mantenere segrete le informazioni. Questo terzo requisito è forse il più critico dal punto di vista operativo, perché è spesso quello su cui si concentra il contenzioso.

Le misure di protezione possono essere di natura tecnica, organizzativa e contrattuale. La valutazione della loro adeguatezza avviene caso per caso, tenendo conto delle dimensioni dell'impresa, della natura delle informazioni e dei costi ragionevoli che il titolare può sostenere.

Quali Informazioni Possono Essere Protette come Segreti Commerciali

La definizione normativa è volutamente ampia. Possono costituire segreti commerciali:

  • Know-how tecnico e tecnologico: processi produttivi, formule chimiche, algoritmi proprietari, codici sorgente non divulgati, metodologie di ricerca
  • Informazioni commerciali: liste clienti con dati relativi a abitudini di acquisto e prezzi, strategie di pricing, piani di espansione, dati sulle trattative in corso
  • Informazioni finanziarie: strutture di costo, margini per linea di prodotto, dati non divulgati su investimenti o acquisizioni future
  • Dati raccolti e analisi: dataset proprietari, risultati di ricerche di mercato, modelli di analisi predittiva

Nel 2026, particolare rilevanza assumono i modelli di intelligenza artificiale sviluppati internamente, i dataset di addestramento, i prompt engineering proprietari e le architetture di sistema sviluppate dall'azienda. Questi asset, spesso di valore economico elevatissimo, si prestano in modo naturale alla protezione come segreti commerciali, talvolta in alternativa o in combinazione con la brevettabilità del software.

Le Condotte Illecite: Acquisizione, Divulgazione e Utilizzo Abusivo

L'articolo 99 del Codice della Proprietà Industriale, nella versione riformata, identifica tre categorie di condotte che integrano una violazione dei segreti commerciali.

Acquisizione Illecita

Costituisce acquisizione illecita l'accesso non autorizzato a documenti, oggetti, materiali o file contenenti le informazioni riservate, la loro copia non autorizzata o qualsiasi altra condotta contraria a correttezza professionale. Rientrano in questa categoria l'intrusione informatica nei sistemi aziendali, la sottrazione di documenti, la corruzione di dipendenti per ottenere informazioni riservate e lo spionaggio industriale in tutte le sue forme.

Utilizzo e Divulgazione Illecita

L'utilizzo o la divulgazione di segreti commerciali è illecito quando avviene senza il consenso del titolare e il soggetto agente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, dell'origine illecita delle informazioni. La norma copre anche i casi di acquisizione inizialmente lecita ma successivamente utilizzata in violazione di obblighi contrattuali, come accade tipicamente quando un ex dipendente utilizza informazioni riservate apprese nel corso del rapporto di lavoro.

La Figura del Terzo in Buona Fede

Il decreto prevede una disciplina specifica per il terzo che abbia acquisito le informazioni in buona fede: la tutela si estende anche a lui, ma con alcune limitazioni relative ai rimedi esperibili, in particolare per quanto riguarda l'applicazione dei rimedi inibitori nei confronti di chi, agendo in buona fede, ha già sostenuto ingenti investimenti basati su quelle informazioni.

Le Misure Concrete di Protezione: Cosa Deve Fare l'Impresa

La corretta adozione di misure di protezione è il presupposto indispensabile per potere invocare la tutela legale. Un'impresa che non abbia adottato misure adeguate difficilmente otterrà protezione giudiziaria, indipendentemente dalla gravità della violazione subita.

Misure Contrattuali

Il primo livello di protezione è contrattuale. Con i dipendenti, è essenziale inserire nel contratto di lavoro clausole di riservatezza specifiche, patti di non concorrenza post-contrattuale (nei limiti di cui all'articolo 2125 del Codice Civile) e policy aziendali sulle informazioni riservate.

Con collaboratori esterni, consulenti, fornitori e clienti che abbiano accesso a informazioni sensibili, è indispensabile stipulare Accordi di Non Divulgazione (NDA) adeguatamente redatti, che identifichino con precisione le informazioni coperte, la durata degli obblighi e le conseguenze della violazione.

Nei contratti di licenza e nei joint venture agreement, occorre prevedere clausole specifiche sulla riservatezza delle informazioni trasferite e sulle limitazioni d'uso.

Misure Organizzative

A livello organizzativo, l'impresa dovrebbe adottare una policy interna sulla gestione delle informazioni riservate, classificare i documenti in base al livello di sensibilità, limitare l'accesso alle informazioni riservate su base del principio need-to-know e formare il personale sugli obblighi di riservatezza.

La gestione delle uscite dei dipendenti merita attenzione particolare: è buona pratica effettuare exit interview, raccogliere dichiarazioni scritte sulla restituzione di materiali aziendali e ricordare formalmente gli obblighi di riservatezza post-contrattuale.

Misure Tecniche

Sul piano tecnico, le misure includono: controlli di accesso ai sistemi informatici, cifratura dei file contenenti informazioni sensibili, sistemi di data loss prevention (DLP), monitoraggio degli accessi ai documenti riservati, watermarking dei documenti e gestione sicura delle credenziali.

Nel 2026, con la proliferazione di strumenti di intelligenza artificiale generativa in azienda, si pone il problema critico del rischio che i dipendenti inseriscano informazioni riservate in chatbot o sistemi AI di terze parti. Alcune imprese hanno già adottato policy specifiche in tal senso, vietando o limitando l'uso di strumenti AI non approvati per l'elaborazione di dati sensibili.

I Rimedi Giudiziali Disponibili

Il Decreto 63/2018 ha significativamente potenziato i rimedi giudiziali disponibili per il titolare del segreto commerciale violato.

Misure Cautelari e Inibitorie

In via d'urgenza, il titolare può richiedere al tribunale:

  • L'inibitoria immediata dell'utilizzo o della divulgazione delle informazioni
  • Il sequestro dei beni prodotti o commercializzati in violazione
  • La distruzione dei documenti contenenti le informazioni illecitamente acquisite
  • L'ordine di ritiro dal mercato dei prodotti realizzati con l'impiego dei segreti violati

Per ottenere una misura cautelare, il ricorrente deve dimostrare il fumus boni iuris (la probabile fondatezza della pretesa) e il periculum in mora (il rischio che l'attesa del processo ordinario causi un danno irreparabile).

Risarcimento del Danno

Nel merito, il titolare può chiedere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito. La quantificazione del danno nelle controversie sui segreti commerciali è spesso complessa e si avvale degli strumenti previsti dal Codice della Proprietà Industriale, tra cui la possibilità di calcolare il risarcimento sulla base dei profitti realizzati dal trasgressore (c.d. retroversione degli utili).

La Tutela della Riservatezza nel Processo

Un aspetto innovativo introdotto dal Decreto 63/2018 riguarda la possibilità di chiedere al giudice misure processuali volte a preservare la riservatezza delle informazioni nel corso del giudizio. Il paradosso di dover rivelare in giudizio i segreti commerciali per difenderli è stato parzialmente risolto attraverso la possibilità di celebrare parti del procedimento a porte chiuse e di limitare l'accesso agli atti a un numero ristretto di soggetti.

Segreto Commerciale e Altre Forme di Tutela della Proprietà Intellettuale

La protezione dei segreti commerciali non esclude il ricorso ad altri strumenti di tutela della proprietà intellettuale, e spesso la strategia ottimale implica una combinazione di strumenti.

Il brevetto offre una protezione esclusiva e opponibile erga omnes per un periodo di vent'anni, ma richiede la divulgazione dell'invenzione e presuppone che essa soddisfi i requisiti di novità e attività inventiva. Per alcune tipologie di innovazioni, soprattutto quelle difficilmente individuabili da un'analisi del prodotto finito, il segreto commerciale può offrire una protezione più duratura e meno costosa.

Il diritto d'autore protegge automaticamente le opere creative, incluso il software, ma non impedisce a terzi di sviluppare autonomamente soluzioni analoghe. Il segreto commerciale, invece, è violato anche quando il terzo acquisisce l'informazione attraverso mezzi illeciti, indipendentemente da qualsiasi sviluppo autonomo.

I marchi proteggono i segni distintivi ma non le informazioni tecniche o commerciali. I modelli e i design industriali proteggono la forma estetica ma non le specifiche tecniche di funzionamento.

Casistica Giurisprudenziale Rilevante nel 2026

La giurisprudenza italiana sui segreti commerciali si è arricchita negli ultimi anni di pronunce significative. I tribunali hanno affrontato con crescente frequenza fattispecie legate alla sottrazione di dati da parte di ex dipendenti, alla violazione di NDA in operazioni di M&A e alla protezione di algoritmi e modelli di business digitali.

Tra i temi ricorrenti nel contenzioso emerge la questione della prova: il titolare deve dimostrare non solo che l'informazione soddisfa i tre requisiti, ma anche che il convenuto l'ha effettivamente acquisita e utilizzata illecitamente. In presenza di ex dipendenti che assumono nuovi incarichi presso concorrenti, i tribunali adottano spesso un approccio pragmatico, valutando la plausibilità dell'utilizzo illecito in ragione delle mansioni svolte e delle informazioni a cui il soggetto aveva accesso.

FAQ sui Segreti Commerciali in Italia

Un'idea non ancora sviluppata può essere protetta come segreto commerciale?

In linea di principio sì, a condizione che l'idea sia sufficientemente definita da avere un valore commerciale identificabile e che il titolare abbia adottato misure adeguate per mantenerla segreta. Tuttavia, la protezione di idee non ancora concretizzate è più difficile da sostenere in giudizio, sia sul piano probatorio che sul piano della dimostrazione del valore economico.

Un dipendente può essere perseguito se porta con sé informazioni aziendali quando cambia lavoro?

Sì. Il dipendente che, al termine del rapporto di lavoro, utilizza o divulga informazioni riservate acquisite nel corso del rapporto risponde sia sul piano civile sia, in alcuni casi, sul piano penale. La responsabilità sussiste indipendentemente dall'esistenza di un patto di non concorrenza post-contrattuale, che riguarda una diversa fattispecie.

Un'impresa straniera può invocare la tutela del Decreto 63/2018 in Italia?

Sì. La tutela si applica a prescindere dalla nazionalità del titolare, purché la violazione abbia rilevanza nel territorio italiano. L'armonizzazione operata dalla Direttiva UE 2016/943 assicura standard di protezione uniformi in tutta l'Unione Europea.

Quanto tempo ho per agire in giudizio dopo aver scoperto una violazione?

I termini di prescrizione applicabili sono quelli ordinari del diritto della proprietà industriale: cinque anni dalla scoperta della violazione. Tuttavia, agire tempestivamente è fondamentale, sia per potere ottenere misure cautelari efficaci sia per limitare l'estensione del danno.

Il reverse engineering è sempre vietato?

No. Il Decreto 63/2018, in linea con la Direttiva europea, prevede che l'acquisizione di segreti commerciali ottenuta attraverso osservazione, studio, smontaggio o test di un prodotto lecitamente acquisito non costituisce violazione, salvo diversa pattuizione contrattuale. Il reverse engineering è invece illecito quando il prodotto è stato acquisito in violazione di un obbligo contrattuale che ne vieta espressamente l'analisi.

Come IUS AI Supporta la Protezione dei Segreti Aziendali

La gestione legale dei segreti commerciali richiede un lavoro documentale significativo: redazione di NDA calibrati sul caso specifico, clausole di riservatezza nei contratti di lavoro, policy interne, lettere di diffida in caso di violazione e, nei casi più gravi, supporto nella redazione degli atti processuali.

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Conclusioni

La tutela dei segreti commerciali in Italia nel 2026 offre alle imprese uno strumento potente e flessibile per proteggere il proprio patrimonio informativo. Il Decreto 63/2018 ha introdotto un framework normativo moderno, allineato agli standard europei, che consente di ottenere protezione efficace sia in via cautelare che nel merito.

Tuttavia, la protezione legale è efficace solo se l'impresa ha previamente investito nell'adozione di misure di protezione adeguate. La costruzione di un sistema coerente di tutela dei segreti commerciali, che integri misure contrattuali, organizzative e tecniche, è un'attività che richiede competenza legale e visione strategica. In un contesto economico sempre più competitivo e digitale, trascurare questo aspetto significa lasciare esposto uno degli asset più preziosi dell'impresa.

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