Diritto Digitale11 agosto 2026

Digital Services Act: obblighi pratici per piattaforme e marketplace italiani nel 2026

Il Digital Services Act è ormai una realtà operativa per tutte le piattaforme digitali che operano nel mercato europeo. In Italia, la piena applicazione del regolamento ha generato un'ondata di adeguamenti normativi, verifiche da parte delle autorità competenti e, in alcuni casi, l'avvio di procedim

Digital Services Act: obblighi pratici per piattaforme e marketplace italiani nel 2026

Digital Services Act: obblighi pratici per piattaforme e marketplace italiani nel 2026

Il Digital Services Act è ormai una realtà operativa per tutte le piattaforme digitali che operano nel mercato europeo. In Italia, la piena applicazione del regolamento ha generato un'ondata di adeguamenti normativi, verifiche da parte delle autorità competenti e, in alcuni casi, l'avvio di procedimenti sanzionatori. Questo articolo analizza gli obblighi concreti che il DSA impone ai marketplace e alle piattaforme digitali attive nel nostro Paese, con un focus operativo pensato per chi deve gestire la compliance giorno per giorno.

Che cos'è il Digital Services Act e perché interessa le imprese italiane

Il Regolamento (UE) 2022/2065, noto come Digital Services Act, è entrato in vigore il 17 febbraio 2024 e si applica integralmente a tutte le piattaforme digitali che offrono servizi a destinatari nell'Unione Europea, indipendentemente dal luogo in cui il prestatore ha sede. Per le Very Large Online Platforms (VLOP) e i Very Large Online Search Engines (VLOSE) — ossia le piattaforme con oltre 45 milioni di utenti attivi mensili nell'UE — gli obblighi più stringenti sono scattati già nell'agosto 2023.

Nel 2026, l'attenzione si è spostata sulle piattaforme di medie dimensioni e sui marketplace italiani, che non possono più invocare la propria scala ridotta per sottrarsi agli adempimenti di base. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha assunto il ruolo di coordinatore nazionale per il DSA in Italia, con poteri ispettivi e sanzionatori significativi.

Il DSA non è un aggiornamento della normativa sulla privacy: si occupa di contenuti illeciti, responsabilità dei prestatori di servizi intermediari, trasparenza algoritmica e tutela dei destinatari del servizio. Confondere il DSA con il GDPR è uno degli errori più frequenti che si osservano nella pratica professionale.

La struttura degli obblighi: una piramide graduata

Il DSA costruisce un sistema di obblighi a intensità crescente in funzione della natura e delle dimensioni del prestatore. Esistono quattro categorie di soggetti:

  • Prestatori di servizi di accesso alla rete e caching
  • Hosting provider
  • Piattaforme online (inclusi marketplace)
  • Piattaforme online di dimensioni molto grandi (VLOP)

Per ciascuna categoria, il regolamento individua obblighi specifici che si sommano a quelli della categoria inferiore. Questo significa che un marketplace italiano di medie dimensioni deve rispettare non solo gli obblighi previsti per le piattaforme online, ma anche quelli previsti per i semplici hosting provider.

DSA obblighi: cosa devono fare i marketplace italiani nel 2026

Punto di contatto e rappresentante legale

Ogni piattaforma che offre servizi nell'UE ma ha sede in un Paese terzo deve designare un rappresentante legale all'interno dell'Unione. Per le piattaforme con sede in Italia, l'obbligo è più semplice: devono indicare un punto di contatto unico per le autorità degli Stati membri e per gli utenti. Questo punto di contatto deve essere facilmente accessibile, e la sua mancanza è stata oggetto di prime contestazioni da parte di AGCOM nel corso del 2025.

Condizioni generali di servizio

Le CGS devono essere redatte in linguaggio chiaro e comprensibile, specificando:

  • le restrizioni imposte all'uso del servizio
  • i meccanismi di moderazione dei contenuti applicati
  • gli algoritmi di raccomandazione eventualmente utilizzati
  • le politiche adottate in materia di pubblicità

Nel 2026, AGCOM ha chiarito che le clausole generiche del tipo "ci riserviamo il diritto di rimuovere contenuti a nostra discrezione" non soddisfano il requisito di trasparenza imposto dal DSA. Le condizioni devono spiegare i criteri adottati, non limitarsi a enunciare un potere discrezionale.

Meccanismo di segnalazione e azione (notice and action)

I marketplace devono disporre di un meccanismo che consenta a qualsiasi persona di segnalare la presenza di contenuti o prodotti illeciti. Il meccanismo deve essere facile da usare, accessibile e permettere segnalazioni elettroniche.

Una volta ricevuta la segnalazione, la piattaforma deve:

  1. Accusare ricevuta in modo tempestivo
  2. Informare il segnalante della decisione adottata
  3. Indicare le possibilità di ricorso disponibili

Il termine "tempestivo" non è definito in modo rigido nel regolamento, ma la prassi applicativa ha consolidato un riferimento di 72 ore per le segnalazioni relative a contenuti chiaramente illeciti (es. materiale pedopornografico, incitamento alla violenza).

Trasparenza nelle decisioni di moderazione

Quando una piattaforma decide di limitare, sospendere o rimuovere un contenuto, deve informare il destinatario del servizio con una motivazione chiara. Questa regola si applica anche quando si decide di sospendere o chiudere un account.

La notifica deve indicare:

  • la base giuridica o contrattuale della decisione
  • le informazioni necessarie per comprendere i motivi
  • le possibilità di ricorso offerte dalla piattaforma

I marketplace che operano nel settore del commercio elettronico devono applicare questa regola anche alle decisioni di rimozione di annunci o listing di prodotti: un venditore che vede il proprio prodotto rimosso ha diritto a sapere perché e a contestare la decisione.

Il sistema di reclamo interno e la risoluzione extragiudiziale

Ogni piattaforma online deve mettere a disposizione un sistema interno gratuito per gestire i reclami. Il sistema deve consentire di contestare:

  • le decisioni di rimozione o limitazione di contenuti
  • le sospensioni o chiusure di account
  • le misure adottate nei confronti di un prodotto o servizio offerto tramite la piattaforma

Le decisioni sui reclami devono essere tempestive, non discriminatorie, non arbitrarie e motivate. In parallelo, il DSA prevede che le piattaforme consentano ai destinatari di adire organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie certificati ai sensi del regolamento stesso.

In Italia, a luglio 2026 risultano certificati tre organismi di risoluzione ADR ai sensi del DSA, con competenza su diverse tipologie di piattaforme.

Obblighi specifici per i marketplace: tracciabilità dei venditori

Questa è forse la norma più impattante per l'e-commerce italiano. I marketplace che permettono ai consumatori di concludere contratti a distanza con operatori commerciali devono raccogliere e verificare determinate informazioni sui venditori prima di consentire loro di utilizzare il servizio. In particolare devono raccogliere:

  • nome, indirizzo e dati di contatto del venditore
  • copia del documento di identità o equivalente per le persone fisiche
  • dati bancari del venditore
  • codice fiscale o partita IVA
  • autocertificazione del venditore attestante che i prodotti non sono vietati dalla normativa UE

Nel 2026, i marketplace che non hanno ancora implementato sistemi di verifica KYC (Know Your Customer) adeguati stanno affrontando procedimenti di accertamento da parte di AGCOM. Non è sufficiente raccogliere i dati: occorre anche verificarne l'attendibilità con ragionevole diligenza.

Il marketplace deve inoltre rendere pubbliche queste informazioni in modo facilmente accessibile per i consumatori, in modo che possano sapere con chi stanno contrattando.

Pubblicità e sistemi di raccomandazione

Le piattaforme che mostrano pubblicità agli utenti devono indicare chiaramente, per ciascuna comunicazione commerciale, che si tratta di pubblicità, chi è il committente e su quale base è stata selezionata quella specifica pubblicità.

I sistemi di raccomandazione — ossia gli algoritmi che determinano quali prodotti, contenuti o venditori vengono mostrati per primi — devono essere descritti nelle condizioni di servizio. Le piattaforme di dimensioni ordinarie devono almeno spiegare i parametri principali utilizzati e offrire agli utenti la possibilità di modificarli o di scegliere un'alternativa non basata sulla profilazione.

Obblighi aggiuntivi per le Very Large Online Platforms

Per le VLOP, gli obblighi si moltiplicano e comprendono:

  • Valutazione annuale dei rischi sistemici
  • Misure di mitigazione dei rischi identificati
  • Audit indipendente annuale
  • Condivisione dei dati con i ricercatori e con AGCOM
  • Trasparenza rafforzata degli algoritmi di raccomandazione
  • Divieto di pubblicità basata su categorie particolari di dati (origine razziale, orientamento sessuale, convinzioni religiose)
  • Divieto assoluto di pubblicità rivolta ai minori

Le VLOP devono inoltre istituire un ufficio di conformità interno con risorse adeguate e un responsabile della conformità con poteri autonomi.

Il ruolo di AGCOM e le sanzioni previste dal DSA

In Italia, AGCOM ha consolidato il proprio ruolo di coordinatore dei servizi digitali nel corso del 2025, con l'adozione di regolamenti interni e linee guida operative. Nel 2026 sono già stati avviati i primi procedimenti sanzionatori nei confronti di marketplace che non avevano adeguato i propri sistemi di moderazione.

Le sanzioni previste dal DSA sono significative:

  • Fino al 6% del fatturato mondiale annuo per le violazioni ordinarie
  • Fino all'1% del fatturato mondiale per le informazioni inesatte o incomplete fornite alle autorità
  • Penalità di mora fino allo 0,05% del fatturato mondiale giornaliero

Per le VLOP, in caso di violazioni gravi, reiterate o sistemiche, la Commissione europea può imporre sanzioni fino al 6% del fatturato e, in ultima istanza, misure strutturali come la separazione di attività.

DSA e marketplace italiani di medie dimensioni: cosa fare in concreto nel 2026

Per un marketplace italiano che si rivolge al mercato nazionale o europeo, l'approccio alla compliance deve essere sistematico. Ecco i passi operativi prioritari.

Primo: mappatura degli obblighi applicabili

Non tutti gli obblighi del DSA si applicano a tutte le piattaforme. Il primo passo è determinare in quale categoria ricade il proprio servizio e quali obblighi specifici si applicano. Questo richiede un'analisi giuridica delle attività effettivamente svolte, che non sempre coincide con l'auto-qualificazione della piattaforma.

Secondo: revisione delle condizioni di servizio e delle policy

Le CGS e le policy di utilizzo vanno riscritte o integrate per soddisfare i requisiti di trasparenza del DSA. Si tratta di un lavoro legale sostanziale che non può essere delegato a un semplice aggiornamento redazionale.

Terzo: implementazione del meccanismo di notice and action

Occorre predisporre un sistema tecnico e organizzativo per ricevere, gestire e rispondere alle segnalazioni. Il sistema deve essere documentato, con procedure interne chiare e responsabilità assegnate.

Quarto: KYC dei venditori

Per i marketplace, la priorità assoluta è implementare un processo di verifica dell'identità dei venditori conforme al DSA. Questo richiede sia soluzioni tecnologiche adeguate che procedure operative chiaramente definite.

Quinto: report di trasparenza

Le piattaforme di medie dimensioni devono pubblicare almeno una volta l'anno un report di trasparenza che descriva le attività di moderazione svolte. Il report deve essere accessibile pubblicamente e rispettare il formato indicato dalla Commissione europea.

FAQ sul Digital Services Act per piattaforme italiane

Il DSA si applica anche alle piattaforme B2B?

Il DSA si applica ai servizi della società dell'informazione che permettono ai destinatari del servizio di memorizzare e rendere pubbliche informazioni. Si applica quindi anche a piattaforme che operano in ambito B2B, purché i destinatari abbiano la possibilità di rendere pubblici contenuti. Le piattaforme puramente B2B che si limitano a fornire strumenti interni agli utenti aziendali senza permettere la pubblicazione di contenuti verso terzi possono trovarsi in una zona grigia che richiede un'analisi caso per caso.

Quali sono i termini per adeguarsi?

Il DSA si applica pienamente dal 17 febbraio 2024. Non esiste più un periodo di adeguamento. Le piattaforme che non sono ancora conformi nel 2026 sono esposte a procedimenti sanzionatori.

Un marketplace italiano che vende solo in Italia è soggetto al DSA?

Sì. Il DSA si applica a tutti i prestatori di servizi intermediari che offrono servizi nell'Unione Europea, indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di stabilimento. Un marketplace italiano che vende esclusivamente a consumatori italiani rientra pienamente nell'ambito applicativo del regolamento.

La verifica dei venditori riguarda anche i venditori già presenti sulla piattaforma?

Sì. I marketplace dovevano completare la verifica anche dei venditori già presenti sulla piattaforma entro i termini previsti. Il DSA non consente di esentare i venditori preesistenti dall'obbligo di raccolta e verifica dei dati.

Qual è la differenza tra DSA e direttiva eCommerce?

La direttiva eCommerce del 2000 (recepita in Italia con il D.Lgs. 70/2003) sarà sostituita dal DSA per quanto riguarda gli aspetti regolati dal nuovo regolamento. Il DSA è un regolamento europeo direttamente applicabile, che non necessita di recepimento nazionale e prevale sulle norme nazionali incompatibili.

Come un avvocato può supportare la compliance DSA

La compliance al Digital Services Act richiede competenze legali specifiche che si intersecano con il diritto dell'UE, il diritto dei consumatori, il diritto della concorrenza e, in parte, con la normativa sulla protezione dei dati. Un avvocato esperto in diritto digitale può supportare la piattaforma nella mappatura degli obblighi, nella redazione delle policy, nella strutturazione dei processi interni e nella gestione dei rapporti con AGCOM.

La documentazione legale necessaria per la compliance DSA — dalle condizioni di servizio alle policy di moderazione, dalle procedure di notice and action ai template di comunicazione con i venditori — è ingente. Strumenti di redazione assistita da AI possono ridurre significativamente i tempi e i costi di produzione di questa documentazione, garantendo al contempo standard qualitativi elevati.

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