News & Normativa24 luglio 2026

Concordato Preventivo 2026: Guida Completa alla Procedura per Imprenditori in Crisi

Quando un'impresa attraversa una fase di difficoltà finanziaria grave, il concordato preventivo rappresenta spesso l'unico strumento capace di evitare la liquidazione giudiziale, preservare l'attività produttiva e garantire ai creditori un soddisfacimento almeno parziale del proprio credito. Si trat

Concordato Preventivo 2026: Guida Completa alla Procedura per Imprenditori in Crisi

Concordato Preventivo 2026: Guida Completa alla Procedura per Imprenditori in Crisi

Quando un'impresa attraversa una fase di difficoltà finanziaria grave, il concordato preventivo rappresenta spesso l'unico strumento capace di evitare la liquidazione giudiziale, preservare l'attività produttiva e garantire ai creditori un soddisfacimento almeno parziale del proprio credito. Si tratta di una procedura concorsuale che, a differenza della liquidazione giudiziale, mira alla conservazione dell'impresa o, quantomeno, alla regolazione ordinata della crisi.

Nel 2026, il concordato preventivo si inserisce nel quadro sistematico del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, noto come CCII), che ha profondamente riformato la materia, introducendo nuovi istituti, nuove logiche procedurali e strumenti di allerta preventiva. Comprendere questa procedura nei suoi aspetti essenziali è indispensabile per ogni imprenditore che si trovi a fronteggiare uno stato di crisi o di insolvenza.


Cos'è il Concordato Preventivo

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale giudiziale attraverso la quale il debitore in stato di crisi o di insolvenza propone ai propri creditori un piano per la soddisfazione del debito, che può avvenire secondo modalità diverse: pagamento parziale, dilazione, cessione di beni, continuazione dell'attività aziendale o sua liquidazione.

La logica di fondo è che il debitore, anziché subire passivamente la liquidazione giudiziale, si faccia promotore di una soluzione negoziata con la massa dei creditori, che viene sottoposta all'approvazione di questi ultimi e all'omologazione del Tribunale.

Il CCII ha modificato in modo significativo i presupposti e le modalità della procedura rispetto alla vecchia disciplina della legge fallimentare del 1942. In particolare, ha ampliato la nozione di crisi, ha introdotto nuovi strumenti di gestione preventiva e ha reso più flessibile il contenuto del piano concordatario.


Presupposti per Accedere alla Procedura di Concordato

Il presupposto soggettivo

Possono accedere al concordato preventivo gli imprenditori commerciali che superino determinate soglie dimensionali, nonché gli imprenditori agricoli e i professionisti nei casi previsti dalla legge. In sostanza, il concordato è accessibile a qualsiasi soggetto che eserciti un'attività economica organizzata e che si trovi in stato di crisi o di insolvenza, fatte salve le esclusioni espressamente previste dal codice.

Il presupposto oggettivo

Il debitore deve trovarsi in uno stato di crisi o di insolvenza. Il CCII distingue chiaramente tra i due concetti: la crisi è lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza e che si manifesta con inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici; l'insolvenza è lo stato di incapacità strutturale di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni.

È possibile accedere al concordato già in presenza di uno stato di crisi, non essendo necessario che l'insolvenza si sia già manifestata. Questa possibilità è funzionale alla logica preventiva del codice: intervenire tempestivamente aumenta le probabilità di successo della procedura.


Le Tipologie di Concordato Preventivo nel 2026

Concordato in continuità aziendale

Il concordato in continuità aziendale è la forma preferita dal legislatore e prevede che l'impresa prosegua la propria attività durante e dopo la procedura, anche attraverso la cessione dell'azienda a un terzo o la continuazione indiretta tramite un soggetto diverso dal debitore. Il piano deve dimostrare che la continuazione dell'attività sia funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori rispetto alla liquidazione.

Nel 2026, questa tipologia gode di un regime privilegiato: non è richiesta la soglia minima di soddisfacimento per i creditori chirografari, ed è prevista una maggiore flessibilità nella gestione delle classi di creditori.

Concordato liquidatorio

Il concordato liquidatorio prevede invece la cessazione dell'attività e la liquidazione del patrimonio del debitore, con distribuzione del ricavato ai creditori secondo le regole del piano concordatario. In questo caso, il CCII richiede che l'apporto di risorse esterne consenta ai creditori chirografari un soddisfacimento non inferiore al 20% del loro credito. Si tratta di un requisito stringente, introdotto per evitare che il concordato liquidatorio si traduca in un mero strumento di protezione del debitore a danno dei creditori.

Concordato preventivo semplificato

Il concordato semplificato, introdotto con il D.L. 118/2021 e poi stabilizzato nel CCII, è accessibile all'esito di una composizione negoziata della crisi che non abbia raggiunto un accordo con i creditori. In questo caso, il debitore può proporre un concordato liquidatorio senza necessità di ottenere l'approvazione dei creditori, sottoponendo il piano direttamente all'omologazione del Tribunale.


La Procedura di Concordato Preventivo: Le Fasi

1. Presentazione del ricorso al Tribunale

Il debitore presenta il ricorso al Tribunale competente, allegando la documentazione richiesta: situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata, elenco dei creditori con l'indicazione dei crediti, elenco dei titolari di diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore, relazione sulla crisi e sul piano proposto.

Il ricorso può essere presentato in forma completa oppure, nelle forme del cosiddetto concordato con riserva (o in bianco), con una documentazione ridotta, riservandosi di depositare il piano e la proposta definitiva entro un termine assegnato dal Tribunale (di norma compreso tra sessanta e centoventi giorni, prorogabile in casi eccezionali).

2. Il piano concordatario e la relazione dell'attestatore

Il piano concordatario è il documento centrale della procedura: descrive le modalità di soddisfacimento dei creditori, le azioni previste per risanare l'impresa o liquidarne il patrimonio, le tempistiche di esecuzione e le risorse disponibili.

Al piano deve essere allegata la relazione di un professionista indipendente (il cosiddetto attestatore), iscritto all'albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili o degli avvocati, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano. La relazione dell'attestatore è un requisito essenziale: senza di essa il Tribunale non può procedere.

3. L'ammissione alla procedura

Il Tribunale, valutata la documentazione depositata, emette il decreto di ammissione alla procedura. Dal momento di questo decreto, il debitore gode della protezione del patrimonio: i creditori non possono avviare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore, né acquisire titoli di preferenza senza autorizzazione del Tribunale.

4. Il voto dei creditori

Una volta depositato il piano definitivo, i creditori vengono chiamati a esprimersi sulla proposta. Il concordato è approvato se la maggioranza dei creditori ammessi al voto, calcolata per classi di creditori (in relazione all'ammontare dei crediti), vota a favore. Il regime della doppia maggioranza e la formazione delle classi sono aspetti tecnici di notevole importanza che devono essere curati con grande attenzione nella predisposizione del piano.

Il CCII ha introdotto il meccanismo del cram down, che consente al Tribunale di omologare il concordato anche in presenza di classi dissenzienti, a determinate condizioni, garantendo così una maggiore efficacia alla procedura.

5. L'omologazione

Ottenuta l'approvazione dei creditori, il concordato è sottoposto all'omologazione del Tribunale. Il Tribunale verifica la regolarità della procedura, la fattibilità del piano e il rispetto dei diritti dei creditori dissenzienti. L'omologazione rende il concordato vincolante per tutti i creditori anteriori all'apertura della procedura, anche per quelli che non hanno votato o hanno votato contro.

6. L'esecuzione del concordato

Dopo l'omologazione, il debitore è tenuto ad eseguire il piano nei termini previsti. Il commissario giudiziale, nominato dal Tribunale all'inizio della procedura, svolge funzioni di vigilanza sull'esecuzione. In caso di inadempimento grave, i creditori possono chiedere la risoluzione del concordato e l'apertura della liquidazione giudiziale.


Vantaggi e Rischi del Concordato Preventivo

I principali vantaggi

Il concordato preventivo offre una serie di vantaggi significativi rispetto alla liquidazione giudiziale:

  • Protezione immediata del patrimonio dall'aggressione dei creditori dal momento della domanda di ammissione.
  • Possibilità di continuare l'attività aziendale durante la procedura, preservando il valore dell'impresa come entità funzionante.
  • Negoziazione diretta con i creditori, con possibilità di ottenere condizioni più favorevoli rispetto alla liquidazione forzata.
  • Preservazione dell'occupazione e dei rapporti commerciali in corso.
  • Gestione della crisi in modo ordinato e trasparente, con supervisione del Tribunale.

I principali rischi

Accanto ai vantaggi, vi sono rischi concreti che ogni imprenditore deve valutare con lucidità:

  • Il concordato non ammesso o risolto per inadempimento apre la strada alla liquidazione giudiziale, aggravando la posizione del debitore.
  • La procedura comporta costi significativi: compensi del commissario giudiziale, dell'attestatore, dei consulenti legali e finanziari.
  • La gestione dell'impresa durante la procedura è soggetta a limiti e autorizzazioni, con riduzione dell'autonomia decisionale del debitore.
  • Il rischio di responsabilità penale per bancarotta e altri reati connessi alla crisi rimane un elemento da tenere presente nella gestione della procedura.

Il Ruolo Strategico del Professionista Legale

In tutte le fasi della procedura concordataria, il ruolo dell'avvocato specializzato in diritto della crisi d'impresa è determinante. Dalla valutazione iniziale della convenienza dell'accesso alla procedura, alla predisposizione del ricorso e della documentazione, alla negoziazione con i creditori, alla difesa in caso di opposizioni all'omologazione: ogni passaggio richiede competenze tecniche elevate e una visione strategica della procedura.

Una gestione non corretta o una pianificazione approssimativa del piano concordatario può compromettere irrimediabilmente le possibilità di successo della procedura, con conseguenze gravi per l'imprenditore, i dipendenti e i creditori.


Strumenti Alternativi al Concordato: il Quadro 2026

Il concordato preventivo non è l'unico strumento disponibile per la gestione della crisi d'impresa nel 2026. Il CCII offre un sistema articolato di istituti, tra cui:

  • La composizione negoziata della crisi, introdotta con il D.L. 118/2021, che consente una trattativa con i creditori assistita da un esperto nominato dalla Camera di Commercio.
  • Gli accordi di ristrutturazione dei debiti, che permettono di raggiungere un accordo con la maggioranza dei creditori e ottenerne l'omologazione giudiziale.
  • Il piano di risanamento attestato, strumento stragiudiziale che non richiede l'omologazione ma offre protezione in caso di successiva liquidazione giudiziale.

La scelta tra questi strumenti dipende dalle caratteristiche specifiche della crisi, dal grado di consenso ottenibile dai creditori, dall'entità del debito e dalla prospettiva di recupero dell'impresa.


FAQ sul Concordato Preventivo 2026

Quanto dura la procedura di concordato preventivo?

La durata varia sensibilmente in base alla complessità della situazione debitoria e all'attività del Tribunale competente. In media, dalla presentazione del ricorso all'omologazione trascorrono tra i dodici e i ventiquattro mesi. La fase esecutiva del piano concordatario può estendersi per diversi anni.

Cosa succede ai contratti in corso durante il concordato?

In linea generale, i contratti in corso di esecuzione non si risolvono automaticamente per effetto dell'apertura della procedura. Il debitore, con l'autorizzazione del Tribunale, può scegliere di sciogliersi dai contratti che non siano funzionali al piano, corrispondendo un indennizzo al contraente cedente.

Il concordato preventivo cancella tutti i debiti?

No. Il concordato soddisfa i creditori nei modi e nelle misure previste dal piano omologato. I debiti non soddisfatti vengono, in linea di principio, cancellati a seguito dell'esecuzione del concordato, ma i creditori privilegiati devono essere soddisfatti integralmente o secondo le regole di priorità stabilite dal codice.

Qual è il rischio penale per l'imprenditore durante il concordato?

La gestione dell'impresa in crisi espone potenzialmente l'imprenditore a responsabilità penali per bancarotta semplice o fraudolenta, se vengono compiuti atti di distrazione, dissimulazione del patrimonio o altri comportamenti sanzionati dal codice penale. Il corretto accesso alla procedura concordataria e la trasparenza nella gestione della documentazione rappresentano la migliore difesa.

È possibile pagare alcuni creditori prima dell'omologazione?

Durante la procedura, i pagamenti ai creditori anteriori richiedono l'autorizzazione del giudice delegato. Sono previste eccezioni per i pagamenti urgenti e funzionali alla continuazione dell'attività, che devono essere adeguatamente motivati e documentati.


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Il concordato preventivo rimane, nel 2026, uno strumento complesso ma potente per la gestione della crisi d'impresa. La sua corretta comprensione e applicazione richiede competenze specialistiche elevate e una pianificazione strategica accurata. L'imprenditore che si trova in difficoltà non deve attendere che la crisi diventi insolvenza conclamata: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di trovare una soluzione efficace e di preservare il valore dell'attività.

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