News & Normativa11 ottobre 2026

Concordato Preventivo 2026: cos'è, quando si usa e come funziona la procedura

Il concordato preventivo è uno degli strumenti più importanti del diritto della crisi d'impresa italiano. Consente all'imprenditore in difficoltà finanziaria di proporre ai creditori un piano di risanamento o di liquidazione, evitando la più drastica procedura di liquidazione giudiziale (il vecchio

Concordato Preventivo 2026: cos'è, quando si usa e come funziona la procedura

Concordato Preventivo 2026: cos'è, quando si usa e come funziona la procedura

Il concordato preventivo è uno degli strumenti più importanti del diritto della crisi d'impresa italiano. Consente all'imprenditore in difficoltà finanziaria di proporre ai creditori un piano di risanamento o di liquidazione, evitando la più drastica procedura di liquidazione giudiziale (il vecchio fallimento). Con il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, in vigore dalla fine del 2021 e progressivamente integrato fino al 2026), la disciplina del concordato preventivo ha subito modifiche sostanziali che ogni imprenditore e professionista deve conoscere.

In questa guida trovi una panoramica completa: definizione, presupposti, tipologie, procedura passo dopo passo, effetti per i creditori e differenze rispetto agli altri strumenti di regolazione della crisi.


Cos'è il concordato preventivo

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale giudiziale mediante la quale l'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza propone ai propri creditori un accordo per il soddisfacimento, totale o parziale, dei loro crediti. La proposta viene sottoposta al voto dei creditori e, in caso di approvazione, omologata dal tribunale.

L'obiettivo principale della procedura è duplice:

  • garantire la continuità dell'attività d'impresa, quando possibile (concordato in continuità);
  • liquidare in modo ordinato il patrimonio dell'imprenditore, assicurando ai creditori un trattamento migliore rispetto alla liquidazione giudiziale (concordato liquidatorio).

Il termine "preventivo" indica storicamente che la procedura si apre prima della dichiarazione di fallimento. Con il Codice della Crisi, il nome è rimasto invariato, ma il sistema è stato ridisegnato per incentivare l'intervento precoce e la gestione della crisi prima che degeneri in vera insolvenza.


I presupposti per accedere al concordato preventivo nel 2026

Per proporre un concordato preventivo, l'imprenditore deve soddisfare determinati requisiti soggettivi e oggettivi.

Requisiti soggettivi

Possono accedere al concordato preventivo gli imprenditori commerciali, incluse le società di capitali, le società di persone e le imprese individuali, purché superino le soglie dimensionali previste dall'art. 2, comma 1, lett. d), del Codice della Crisi. Sono escluse le imprese sotto soglia, per le quali esistono procedure semplificate distinte, e le imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa.

Requisiti oggettivi

L'imprenditore deve trovarsi in uno dei seguenti stati:

  • stato di crisi: situazione di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza;
  • stato di insolvenza: incapacità di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.

Il Codice della Crisi ha ampliato la legittimazione all'accesso alla procedura anche a imprenditori che si trovano in una fase ancora reversibile, proprio per incentivare l'emersione tempestiva della crisi.


Le tipologie di concordato preventivo

Il concordato preventivo si articola in due forme principali, tra loro strutturalmente diverse.

Concordato in continuità aziendale

Il concordato in continuità (art. 84 CCII) prevede la prosecuzione dell'attività d'impresa, diretta o indiretta, come elemento centrale del piano. In questa ipotesi:

  • l'impresa continua a operare durante la procedura;
  • i flussi generati dall'attività costituiscono la principale fonte di soddisfacimento dei creditori;
  • il piano deve dimostrare che la continuità assicura ai creditori un risultato migliore rispetto alla liquidazione del patrimonio.

Il concordato in continuità può avvenire anche mediante cessione d'azienda o affitto d'azienda a un terzo soggetto (continuità indiretta), purché l'attività prosegua e i livelli occupazionali vengano preservati in misura apprezzabile.

Concordato liquidatorio

Nel concordato liquidatorio il patrimonio dell'imprenditore viene liquidato per soddisfare i creditori. La legge impone in questo caso un requisito minimo: la proposta deve assicurare ai creditori chirografari un soddisfacimento di almeno il 20% dei crediti ammessi, salvo che il piano preveda un apporto di risorse esterne che incrementi il soddisfacimento rispetto alla liquidazione giudiziale.

Questo requisito mira a evitare che il concordato liquidatorio venga usato come mero strumento dilatorio, garantendo ai creditori un concreto vantaggio rispetto alla procedura alternativa.


La procedura di concordato preventivo passo dopo passo

La procedura si articola in fasi distinte, con scadenze e adempimenti precisi.

Fase 1: il deposito del ricorso

L'imprenditore deposita il ricorso per l'ammissione al concordato preventivo presso il tribunale competente (quello del luogo in cui si trova la sede principale dell'impresa). Al ricorso devono essere allegati:

  • la proposta di concordato con il piano dettagliato;
  • le scritture contabili e fiscali degli ultimi tre esercizi;
  • l'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti;
  • l'elenco dei beni dell'imprenditore;
  • la relazione di un professionista indipendente (attestatore) che certifichi la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano.

L'attestatore deve essere iscritto nel registro dei revisori legali e possedere i requisiti di indipendenza e terzietà previsti dalla legge.

Fase 2: il concordato con riserva (pre-concordato)

L'imprenditore può depositare un ricorso con riserva, allegando solo la documentazione contabile di base, e richiedere al tribunale un termine (da 30 a 120 giorni, prorogabile in casi eccezionali) per presentare la proposta definitiva. Durante questo periodo il debitore ottiene la protezione del patrimonio dalle azioni esecutive dei creditori, potendo così negoziare in un contesto di relativa stabilità.

Il concordato con riserva è uno strumento particolarmente utile quando l'imprenditore ha bisogno di tempo per strutturare il piano, ma necessita immediatamente di protezione dalle iniziative dei creditori.

Fase 3: l'ammissione alla procedura

Il tribunale, verificata la regolarità formale della documentazione e la non manifesta infattibilità del piano, emette il decreto di ammissione alla procedura. Con questo provvedimento:

  • viene nominato il commissario giudiziale, figura di controllo terza e indipendente;
  • si apre il periodo di protezione del patrimonio (automatic stay), che sospende le azioni esecutive e cautelari dei creditori;
  • l'imprenditore conserva l'amministrazione ordinaria dell'impresa, ma gli atti di straordinaria amministrazione richiedono l'autorizzazione del tribunale.

Fase 4: la formazione delle classi di creditori e il voto

I creditori vengono suddivisi in classi omogenee per posizione giuridica e interessi economici. La votazione avviene per classi: il concordato si considera approvato se ottiene il voto favorevole dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.

Una delle novità più rilevanti introdotte dal Codice della Crisi è il meccanismo del cross-class cram-down: il tribunale può omologare il concordato anche in presenza di una classe dissenziente, purché siano rispettate determinate condizioni di equità e il piano sia considerato complessivamente sostenibile.

Fase 5: l'omologazione

Dopo l'approvazione da parte dei creditori, il tribunale procede all'omologazione del concordato, verificando la regolarità della procedura e la fattibilità del piano. L'omologazione rende il concordato vincolante per tutti i creditori, compresi quelli dissenzienti.

Fase 6: l'esecuzione del piano

Dopo l'omologazione, il commissario giudiziale vigila sull'esecuzione del piano. Il debitore (o un liquidatore giudiziale, nel concordato liquidatorio) esegue quanto previsto: continua l'attività, cede beni, distribuisce risorse ai creditori secondo le percentuali e i tempi concordati.


Il ruolo del commissario giudiziale

Il commissario giudiziale è una figura centrale nella procedura di concordato preventivo. È nominato dal tribunale e svolge funzioni di sorveglianza e controllo sull'operato del debitore. In particolare:

  • verifica la veridicità dei dati aziendali;
  • redige l'inventario del patrimonio;
  • presenta al tribunale una relazione particolareggiata sullo stato patrimoniale dell'impresa;
  • informa il tribunale di eventuali atti in frode ai creditori o irregolarità nella gestione.

Il commissario non amministra l'impresa, ma vigila che il debitore agisca nell'interesse dei creditori e nel rispetto del piano approvato.


Effetti del concordato preventivo sui creditori

L'apertura del concordato preventivo produce effetti significativi sui diritti dei creditori:

  • sospensione delle azioni esecutive individuali: nessun creditore può iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sui beni del debitore durante la procedura;
  • cristallizzazione dei crediti: i crediti sono bloccati alla data di apertura della procedura;
  • regola della par condicio creditorum: i creditori della stessa classe ricevono il medesimo trattamento;
  • rispetto delle cause di prelazione: creditori privilegiati (ipotecari, pignoratizi, fiscali) devono essere soddisfatti in misura almeno pari al valore dei beni su cui insiste la garanzia.

Concordato preventivo vs liquidazione giudiziale: le differenze fondamentali

La liquidazione giudiziale (ex fallimento) è la procedura concorsuale che si apre quando non è possibile o conveniente il risanamento dell'impresa. Le differenze rispetto al concordato preventivo sono sostanziali:

AspettoConcordato PreventivoLiquidazione Giudiziale
IniziativaDel debitoreDel debitore, creditori o PM
AmministrazioneResta al debitore (con limiti)Passa al curatore
ObiettivoRisanamento o liquidazione concordataLiquidazione del patrimonio
Effetti reputazionaliMeno stigmatizzantiPiù gravosi
Percentuale minima20% per chirografari (liquidatorio)Non prevista

La scelta tra le due procedure dipende da molteplici fattori: entità del debito, composizione del patrimonio, prospettive di continuità aziendale, disponibilità di risorse esterne.


Il concordato preventivo semplificato

Il Codice della Crisi ha introdotto anche il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio (art. 25-sexies CCII), accessibile solo a chi ha previamente tentato la composizione negoziata della crisi senza raggiungerla. In questo caso la procedura è accelerata: non è prevista la votazione dei creditori e il tribunale omologa il piano verificando unicamente la regolarità della procedura e la non lesione dei diritti dei creditori privilegiati.


Quando conviene il concordato preventivo

Il concordato preventivo è lo strumento appropriato quando:

  • l'impresa ha prospettive concrete di risanamento, anche parziale;
  • il patrimonio aziendale è sufficiente per offrire ai creditori un soddisfacimento superiore a quello ottenibile dalla liquidazione giudiziale;
  • l'imprenditore vuole mantenere il controllo della procedura e proporre un piano personalizzato;
  • si vuole preservare l'avviamento e il valore dell'azienda come complesso produttivo.

Non è lo strumento adatto quando il patrimonio è privo di valore, i debiti sono insostenibili e non esistono risorse esterne disponibili: in quel caso la liquidazione giudiziale è la strada obbligata.


Le novità del 2026 nel diritto della crisi d'impresa

Nel 2026 il quadro normativo della crisi d'impresa presenta alcune evoluzioni rilevanti:

  • la piena operatività del sistema delle segnalazioni dei creditori pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), che sono tenuti ad allertare il debitore e il tribunale quando emergono indici di crisi significativi;
  • il potenziamento della composizione negoziata della crisi come strumento preliminare al concordato;
  • l'utilizzo crescente di strumenti di analisi dei dati aziendali per la rilevazione precoce dei segnali di crisi, con alcune piattaforme legaltech che integrano sistemi di monitoraggio automatizzato degli indici di allerta.

FAQ sul concordato preventivo

Chi può presentare la domanda di concordato preventivo?

L'imprenditore commerciale che supera le soglie dimensionali previste dal Codice della Crisi può presentare la domanda. Non possono accedere i piccoli imprenditori sotto soglia, i consumatori e gli enti non commerciali.

Quanto dura la procedura di concordato preventivo?

La durata varia in base alla complessità del piano e alle dimensioni dell'impresa. Mediamente, dalla presentazione del ricorso all'omologazione trascorrono da 12 a 24 mesi. L'esecuzione del piano può richiedere ulteriori anni.

Cosa succede ai dipendenti durante il concordato preventivo?

Nel concordato in continuità i rapporti di lavoro proseguono normalmente. I crediti dei lavoratori per retribuzioni e TFR godono di privilegio speciale e devono essere soddisfatti con priorità rispetto ai creditori chirografari.

Il concordato preventivo cancella i debiti?

Non necessariamente. La proposta può prevedere il pagamento parziale dei creditori chirografari (falcidia concordataria), ma i crediti privilegiati devono essere soddisfatti almeno nei limiti del valore dei beni gravati da garanzia. L'omologazione del concordato libera il debitore dal residuo debito non soddisfatto.

Quali sono i rischi se il concordato viene risolto o annullato?

Se il debitore non esegue il piano, il tribunale può dichiarare la risoluzione del concordato e aprire la liquidazione giudiziale. L'annullamento è invece possibile se il concordato è stato ottenuto con dolo, cioè occultando attività o exagerando il passivo.

È possibile ricorrere al concordato preventivo dopo un precedente concordato?

Il Codice della Crisi prevede limitazioni: non è ammissibile la domanda di concordato se nei cinque anni precedenti è già stato omologato un concordato preventivo o se il precedente concordato si è concluso con la risoluzione o l'annullamento.


Come IUS AI può supportare gli studi legali nella gestione del concordato preventivo

La procedura di concordato preventivo richiede la produzione di una quantità rilevante di documentazione: piani, attestazioni, relazioni, istanze al tribunale, comunicazioni ai creditori. IUS AI offre agli avvocati specializzati in diritto della crisi d'impresa strumenti concreti per accelerare questi processi:

  • generazione assistita di atti e documenti legali tramite AI, con template personalizzabili per le diverse fasi della procedura;
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  • assistenza legale via chat per le prime analisi di fattibilità e per la ricerca normativa aggiornata.

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Il concordato preventivo resta, nel 2026, lo strumento più flessibile e versatile per affrontare la crisi d'impresa in modo ordinato. La corretta comprensione della procedura, dei presupposti e delle strategie applicabili è fondamentale tanto per l'imprenditore che vi ricorre quanto per il professionista legale che lo assiste. Affidarsi a strumenti digitali avanzati per la gestione documentale e la ricerca giurisprudenziale è oggi una scelta di efficienza che incide direttamente sulla qualità del servizio offerto al cliente.

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