Concordato Preventivo nel 2026: Guida Completa alla Procedura di Insolvenza
Il concordato preventivo rappresenta oggi uno degli strumenti più rilevanti nel panorama delle procedure concorsuali italiane. Con l'entrata a regime del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019, come modificato dal D.Lgs. n. 83/2022 e dai successivi correttivi), la disciplina dell'insolvenza aziendale ha subito una profonda trasformazione che ogni professionista del diritto deve conoscere a fondo.
Questa guida aggiornata al 2026 analizza la procedura di concordato preventivo in tutte le sue fasi, i requisiti soggettivi e oggettivi, le tipologie ammesse, i rapporti con gli altri istituti del Codice della Crisi d'Impresa e le più rilevanti questioni applicative emerse nella prassi giurisprudenziale.
Che Cos'è il Concordato Preventivo
Il concordato preventivo è una procedura concorsuale che consente all'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza di evitare la liquidazione giudiziale (la nuova denominazione del fallimento) attraverso un accordo con i creditori, omologato dal tribunale competente.
La ratio dell'istituto, nel sistema del Codice della Crisi d'Impresa, si è spostata in modo significativo verso la conservazione del valore aziendale e la continuità dell'attività produttiva. Il legislatore ha voluto privilegiare le soluzioni che permettono la sopravvivenza dell'impresa e la tutela dei livelli occupazionali, riservando la liquidazione ai soli casi in cui nessuna alternativa risulti praticabile.
Il Quadro Normativo di Riferimento nel 2026
Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza, entrato pienamente in vigore il 15 luglio 2022, ha abrogato il Regio Decreto n. 267/1942 (la vecchia Legge Fallimentare) e ha riordinato in un unico testo la materia concorsuale. Le successive modifiche, intervenute per adeguare il sistema alle direttive europee in materia di ristrutturazione preventiva (Direttiva UE 2019/1023), hanno ulteriormente affinato gli strumenti disponibili.
Nel 2026, il quadro normativo applicabile al concordato preventivo include:
- Il D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi), articoli da 84 a 120-bis
- Il D.Lgs. n. 83/2022 (recepimento Direttiva Insolvency)
- Il D.Lgs. n. 136/2024 (Correttivo-bis)
- Le pronunce della Corte di Cassazione e dei tribunali specializzati in composizione collegiale
Presupposti Soggettivi e Oggettivi
Chi Può Accedere al Concordato Preventivo
Possono accedere alla procedura gli imprenditori commerciali che superano almeno uno dei seguenti parametri dimensionali previsti dall'articolo 2 del Codice della Crisi:
- Attivo patrimoniale superiore a 300.000 euro nei tre esercizi precedenti
- Ricavi lordi superiori a 200.000 euro nei tre esercizi precedenti
- Debiti di qualsiasi natura superiori a 500.000 euro
Sono escluse le imprese minori, per le quali è prevista la liquidazione controllata, e le grandi imprese soggette a procedure speciali (banche, assicurazioni, imprese di rilevanza sistemica).
Lo Stato di Crisi e di Insolvenza
Il Codice della Crisi distingue nettamente tra lo stato di crisi e lo stato di insolvenza. Lo stato di crisi è la condizione di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza, qualora non si intervenga tempestivamente. Lo stato di insolvenza è invece la condizione dell'imprenditore che non è in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
Entrambi i presupposti legittimano l'accesso al concordato preventivo. La distinzione rileva tuttavia in sede di valutazione del piano e nelle trattative con i creditori.
Le Tipologie di Concordato Preventivo
Concordato in Continuità Aziendale
È la forma privilegiata dal legislatore del 2026. Il piano concordatario prevede la prosecuzione dell'attività d'impresa, direttamente o indirettamente (attraverso la cessione dell'azienda come complesso funzionante). In questa ipotesi, l'articolo 84 del Codice della Crisi richiede che i creditori ricevano un soddisfacimento non inferiore a quello ottenibile dalla liquidazione.
Il concordato in continuità si caratterizza per:
- La possibilità di suddividere i creditori in classi
- La previsione di regole di voto più flessibili (cram-down)
- La necessità di una attestazione specifica da parte del professionista indipendente
- La protezione del patrimonio aziendale mediante automatic stay
Concordato Liquidatorio
Il concordato liquidatorio prevede la liquidazione del patrimonio del debitore a favore dei creditori. Dal 2022 in poi, l'accesso a questa tipologia è subordinato alla presenza di un apporto di risorse esterne che garantisca ai creditori chirografari un soddisfacimento non inferiore al 20% del loro credito.
Questo requisito, assente nella vecchia legge fallimentare, mira a evitare l'utilizzo strumentale del concordato come mero schermo protettivo senza reale utilità per i creditori.
La Procedura: Fasi e Adempimenti
Fase 1: La Domanda di Concordato
La procedura si apre con il deposito del ricorso presso il tribunale del luogo in cui l'impresa ha il proprio centro degli interessi principali. Il debitore può presentare:
- Una domanda con piano e proposta completi
- Una domanda con riserva (il cosiddetto pre-concordato), richiedendo un termine da 30 a 120 giorni per depositare la documentazione
La domanda con riserva permette di ottenere immediatamente la protezione del patrimonio senza dover presentare subito il piano. Tuttavia, il tribunale può revocare il decreto di apertura se il debitore non deposita nei termini assegnati o se emergono condotte abusive.
Fase 2: L'Attestazione del Professionista Indipendente
Il piano concordatario deve essere corredato dall'attestazione di un professionista indipendente (revisore legale o commercialista) che verifichi:
- La veridicità dei dati aziendali
- La fattibilità del piano economico e finanziario
- Nel concordato in continuità, la capienza rispetto alla liquidazione ipotetica
L'attestazione è un documento cruciale: la sua attendibilità è costantemente vagliata dal tribunale e dai commissari giudiziali.
Fase 3: L'Apertura della Procedura e il Commissario Giudiziale
Verificata la regolarità formale della domanda, il tribunale dichiara aperta la procedura e nomina uno o più commissari giudiziali. Il commissario ha funzioni di vigilanza e di informazione ai creditori: non sostituisce l'organo gestorio del debitore, ma esercita un controllo continuativo sull'andamento dell'impresa durante la procedura.
Fase 4: Il Voto dei Creditori
I creditori sono chiamati ad esprimere il proprio voto sulla proposta concordataria. La disciplina attuale prevede:
- Voto favorevole della maggioranza dei crediti ammessi al voto
- In caso di classi, voto favorevole della maggioranza delle classi
- Possibilità di omologazione anche in assenza del voto favorevole di una classe (cram-down), a determinate condizioni
Il cram-down è uno degli aspetti più innovativi introdotti dall'adeguamento alla Direttiva Insolvency: consente al tribunale di omologare il concordato anche contro il voto contrario di alcune classi di creditori, purché ricorrano le condizioni stabilite dalla legge e nessun creditore riceva meno di quanto otterrebbe in una liquidazione.
Fase 5: L'Omologazione
Conclusa la fase del voto, il tribunale procede all'omologazione del concordato. In questa fase, il giudice verifica la correttezza della procedura, la fattibilità giuridica ed economica del piano e il rispetto delle norme imperative. L'omologazione rende il concordato obbligatorio per tutti i creditori anteriori.
Gli Strumenti Alternativi e Complementari
Il Codice della Crisi d'Impresa ha introdotto un sistema articolato di strumenti di allerta e di soluzione della crisi che si affianca al concordato preventivo:
- La Composizione Negoziata della Crisi (art. 12 ss. CCII), introdotta nel 2021 e stabilizzata nel 2022, consente all'imprenditore di avviare trattative riservate con i creditori sotto la guida di un esperto indipendente
- Gli Accordi di Ristrutturazione del Debito (art. 57 ss. CCII) permettono soluzioni negoziali che richiedono l'adesione di almeno il 60% dei crediti
- Il Piano Attestato di Risanamento è uno strumento stragiudiziale che protegge gli atti compiuti in esecuzione del piano dalle azioni revocatorie
La scelta tra questi strumenti dipende dalle specifiche circostanze dell'impresa, dal grado di coinvolgimento dei creditori e dalla necessità o meno di protezione giudiziale.
Profili Fiscali del Concordato Preventivo nel 2026
L'insolvenza aziendale e le procedure di concordato presentano rilevanti implicazioni fiscali. Tra le principali:
- Le sopravvenienze attive derivanti dalla riduzione dei debiti in sede concordataria sono escluse da imposizione fino a concorrenza delle perdite pregresse (art. 88 TUIR, come modificato)
- I pagamenti ai creditori in esecuzione del concordato omologato non sono soggetti a IVA se rientrano nelle previsioni di legge
- Le retribuzioni dei dipendenti godono di trattamento privilegiato sia nel concordato che nella successiva eventuale liquidazione
Le Questioni Aperte nella Prassi del 2026
Nonostante la sistematizzazione operata dal Codice della Crisi, numerose questioni applicative restano dibattute:
- L'esatta perimetrazione delle clausole ammissibili nel piano in continuità
- I criteri di formazione delle classi di creditori e la gestione dei conflitti di interesse
- Il coordinamento tra la procedura italiana e le procedure di insolvenza transfrontaliere nell'ambito del Regolamento UE 2015/848
- I limiti del cram-down nei confronti dell'Erario e degli enti previdenziali
La giurisprudenza dei tribunali delle imprese, in particolare Milano, Roma e Torino, continua a produrre orientamenti rilevanti su questi temi, rendendo indispensabile un monitoraggio costante per i professionisti del settore.
Domande Frequenti sul Concordato Preventivo
Quanto dura la procedura di concordato preventivo?
I tempi variano significativamente in base alla complessità del caso. Una procedura ordinaria richiede in media tra i 12 e i 24 mesi dalla domanda all'omologazione. Il pre-concordato aggiunge un ulteriore termine iniziale di massimo 120 giorni.
Cosa succede ai dipendenti durante il concordato?
I contratti di lavoro proseguono durante la procedura. I crediti dei lavoratori per retribuzioni e TFR godono di privilegio speciale e generale sul patrimonio del debitore. La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) può essere attivata in presenza dei requisiti di legge.
Il concordato preventivo evita il fallimento?
Nel sistema attuale, il concordato preventivo omologato ed eseguito correttamente evita la liquidazione giudiziale. Tuttavia, se il concordato non viene omologato o viene risolto per inadempimento, il tribunale può dichiarare aperta la liquidazione giudiziale su istanza dei creditori o del pubblico ministero.
Quali sono i costi della procedura?
I costi includono i compensi del commissario giudiziale, del liquidatore (se nominato), del professionista attestatore e dei professionisti legali e finanziari che assistono il debitore. Nella procedura concordataria, tali compensi sono prededucibili, ovvero vengono pagati prima di tutti gli altri creditori.
Un imprenditore individuale può accedere al concordato?
Sì, purché superi le soglie dimensionali previste dall'articolo 2 del Codice della Crisi. In caso contrario, sono applicabili le procedure riservate alle imprese minori.
Come la Tecnologia Legale Supporta la Gestione delle Procedure Concorsuali
La complessità del concordato preventivo e delle procedure di insolvenza aziendale richiede una gestione documentale e analitica di grande precisione. Gli studi legali specializzati nel diritto concorsuale si trovano a gestire volumi enormi di documenti: stati passivi, piani industriali, attestazioni, comunicazioni ai creditori, verbali di adunanza.
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Conclusioni
Il concordato preventivo nel 2026 è uno strumento sofisticato e in continua evoluzione, che richiede competenze multidisciplinari: diritto commerciale e concorsuale, diritto del lavoro, fiscalità delle crisi d'impresa, finanza aziendale. Il Codice della Crisi d'Impresa ha introdotto un sistema più moderno e orientato alla continuità aziendale, ma ha anche aumentato la complessità procedurale e le responsabilità dei professionisti coinvolti.
Per chi opera quotidianamente in questo settore, disporre di strumenti tecnologici adeguati non è più un vantaggio competitivo, ma una necessità. La ricerca giurisprudenziale aggiornata, la redazione precisa dei documenti processuali e la gestione efficiente della documentazione sono ambiti in cui l'intelligenza artificiale applicata al diritto può fare una differenza concreta.
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